scusate l'assenza, ma sono successe un po' di cose. tutte belle per carità, però anche paranoie. perché piano piano scopri lati belli di te e dell'altra persona, perché ti impauriscono, perché noi donne siamo atavicamente attratte dagli stronzi, perché ti chiedi se è normale tutto questo, se è normale che quando sei con lui stai benissimo e tutto sembra avere un senso ma quando sei lontana è come se fosse tutto diverso. se le tue paure (e non le hai solo tu), sono sciocche paranoie o meno. non voglio mollare, ci sto bene. se lo facessi, me ne pentirei. perché forse certe cose si costruiscono piano piano, perché sono diversa da una volta, perché boh è tutto così... così... strano e semplice. eppure è come se fossi all'u.c.a.s. (ufficio complicazioni affari semplici).
domani è il suo compleanno, e la sera io lavoro. per cui raggiungerò la bicchierata coi suoi colleghi soltanto dopo. gli darò il mio regalo stasera, spero gli piaccia. decisamente ho scelto quello che più piaceva a me (altro che saldi): semplice e lineare. il tutto passando da giulia, che mi è sembrata davvero gentile e simpatica, sia in termini assoluti sia in termini relativi, considerando la cafonaggine in giro in questa città: sembra quasi che i commercianti ti facciano un favore ad accettare i tuoi soldi. non l'ho mai capito! però negli ultimi anni in genere la situazione è un pelino migliorata.
che altro? avrei un sacco di cose da raccontare ma non ho la testa. questo week-end andiamo (sì, ho detto andiamo) in trentino a casa da mammà. per fortuna non siamo al sud, dove portare a casa il proprio ragazzo significa fidanzamento ufficiale con praticamente matrimonio in futuro. anche perché dopo così poco tempo, di definito c'è solo un monte di paure da vagliare piano piano e da sfatare passo passo. e con tanta pazienza.
insomma, pazienza, mattoncino dopo mattoncino, non mollare.
ah già, versione acidume: ieri ho risposto male in ufficio, ma cavoli stavo uscendo matta. ho lavorato più io che gli altri, praticamente. da sola gestirmi chiamate superiori alla media di erratic-moda, non è possibile. ma tralasciamo le polemiche... ora chiudo, che ho mal di testa.
a domani, con calma. che in questi giorni è stato un po' stressante. ma per fortuna c'è lui. il malefico. malefico proprio perché è tutt'altro. ma il post su il malefico, alla prossima.
Dicono che questa barchetta (notare l'elicotterino tascabile sulla sinistra), attraccata in pieno centro a Trieste, sia di Abramovich, il noto magnate russo. Dietro, se è la barca che ricordo a Barcola anni fa, dovrebbe avere dietro due acqua-scooter.
Ora lasciatemi andare alle mie elicubrazioni mentali ... la barchetta in questione mi evoca la partenza, il navigare, la ricerca di altri lidi, di altre spiagge, di altri mondi.
E il mio pensiero va a chi parte. A me partire mette malinconia, a volte. I miei viaggi non sono mai definitivi, sono sempre toccate e fuga.
E pensare ad una persona -più o meno vicina- che parte... beh, qualcuno direbbe che bisogna accettare le scelte altrui. Io concordo e rispetto, ma credo di poter esprimere il mio dispiacere. O per rispetto non posso farlo?
Sinceramente mi dispiace quando qualcuno parte. Per alcuni più che per altri, ça va sans dire, ma mi spiace.
Soprattutto se stavi magari rientrando in contatto con una persona dopo tempo, soprattutto se con una persona sei piuttosto in sintonia (o così per lo meno credi), soprattutto se... ti ci sei affezionata.
Sei contenta quando la partenza è desiderata e speri che corrisponda alla felicità.
Prima o poi anch'io farò il mio viaggio. E sarò felice.
Anch'io.
(titolo gentilmente suggerito da betta, collegamica2)
vedete la foto di salerno sotto un nubifragio? bene, quando a trieste piove un po' più del solito, visto che i tombini e le bocche di lupo sono evidentemente perennemente intasati, beh, le strade e marciapiedi sono più o meno così. e se anche trieste è in salita/discesa, non fa differenza: per esempio, da dove lavoro a casa (500m circa), non c'è un cm uno di strada che non sia sotto l'acqua. ieri sera, alle 22 ho chiuso l'ufficio, ho aperto l'ombrello e mi sono rassegnata: mi sono buttata direttamente dentro l'acqua. tanto, con lampioni spesso in blackout, con tutta l'acqua in giro, non si vedeva dove finivano i marciapiedi e dove cominciasse la strada. scontato l'aver l'acqua al polpaccio ed arrivare -nonostante l'ombrello- praticamente fradicia a casa.
ora: è mai possibile tutto ciò??
per il resto, ieri sera son tornata a casa, mi son fatta aiutare da mia madre al telefono in una traduzione medicospecialistica dal tedesco in italiano. nonostante la sua conoscenza del linguaggio settoriale nonché del tedesco, forse anche per l'ora e per il fatto che la parte scritta l'avevo io, abbiamo fatto un lavoro non perfetto ma spero comprensibile. ho un suggerimento da fare a chi compila certificati di tale importanza: usare caratteri più distinguibili!
oggi niente cioccolato ai capelli: la parrucchiera non può. foto ecc a data da destinarsi. per ora chiudo. il sole, quel bastardo, è appena uscito. ed io sono con le scarpe da ginnastica vecchie. quelle attuali devo sbatterle in lavatrice. ma cmq devo comprarne un paio di nuove ché le altre sono internamente distrutte anche dall'averle portate in maniera barbara durante il periodo anzi i periodi di stampelle. solo che non riesco a comprare un paio di scarpe da ginnastica a trieste. è più forte di me: le ultime paia le ho comprate in toscana. e poi a trieste la scelta è limitata a scarpe running o fighettine. ed io voglio le vie di mezzo in tela, non in pelle: ché io in estate E in inverno voglio respirare anche coi piedi (oltre al ragionare coi piedi, tié vi ho preceduti sulla battuta!!), e in estate non voglio far la sauna... l'avete capito, le scarpe in pura pelle, tipo quelle rasoterra, non le sopporto. mi sento soffocare solo all'idea di indossarle.
ok basta cone elicubrazioni. chiudo, a presto.
(dove ci si arriva col famoso tram di opicina) e arriva sotto al santuario mariano di monte grisa, orribile costruzione religiosa fatta come voto per la salvezza della città durante la seconda guerra mondiale. dentro è composto di varie sale-chiese, che a me danno l'idea di vuoto. personalmente, a me non piace (anzi credo che non piaccia a molti). però da lassù c'è una bella vista sul golfo.
... oggi ho concluso la mia carriera a-politica in ambito accademico. L'ultimo Consiglio di Facoltà è stato la settimana scorsa, è stata un'emozione. Sì. Fortissima.
un mese fa circa, ci son stati dati i turni di lavoro di aprile. solitamente avrei il venerdì libero ma questa settimana qui, no: giovedì. mi son chiesta il perché una volta sola e poi l'ho dimenticato.
nel frattempo mi arriva la nomina a senatrice accademica, due settimane fa (mi pare) ho partecipato alla penultima seduta di questo mandato e il Magnifico Rettore (che secondo me magnifico lo è davvero), ha comunicato che l'uomo qui di fianco (lo riconoscete tutti vero??) sarebbe stato a trieste e noi del senato accademico l'avremmo incontrato giovedì 27.
cioè oggi. dimenticandomi che proprio oggi avevo giorno libero ho pensato: col piffero che mi prendo altri permessi per salire in università, l'ho già fatto col senato accademico (mi toccherà rifarlo). poi, l'illuminazione: ma ho giorno libero!! e allora? dormo! altra folgorazione parlando con Valentina: ma quale miglior occasione per scrivere una letterina al Presidente della Repubblica?!
insomma, ecco il perché del mio giovedì libero!! ora finisco di prepararmi, Napolitano sarà su in centrale solo un'ora ché poi va al circotrone ops scusate, al sincrotrone di basovizza (insomma, siamo dei fighi a trieste! non sarà il CERN di ginevra, ma mica pizza e fichi!!)
per cui ora vi lascio, mangio, preparo la letterina al Presidente e... incrociate le dita che io riesca almeno a dargliela. al massimo fa come Schwarzenegger con l'altra: non la considera nemmeno.
TENTAR NON NUOCE
LA FORTUNA AIUTA GLI AUDACI
in bocca al lupo elisaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
beh, ieri il senato è cominciato alle 15 e alle 19.10 che (che?? vabbè, quando) sono andata via non era ancora terminato. si era a circa due terzi dell'ordine del giorno.
cmq sia, vi presento il MAGNIFICO RETTORE dell'università degli studi di trieste: Francesco Peroni.
beh, che dirvi? io l'ho votato convinta all'epoca delle sue elezioni, sapevo che era un buon preside (di giurisprudenza), mi era piaciuto subito e sinceramente ne sono sempre più soddisfatta. tempo fa, avevo scritto una mail di risposta ad una sua ai rappresentanti degli studenti per dirgli che ero d'accordo con lui solo per alcuni punti, ma che bisognava tener conto di altri fattori. non ho mai avuto una mail di risposta. ma poco tempo dopo, entrando in ufficio rapps a scuola interpreti ho trovato una busta del rettore. una lettera molto cortese e gentile, commossa per la mia fiducia ecc. insomma, per poco non mi commuovo io.
ieri ho visto il rettore davvero all'opera con gli altri senatori (presidi di facoltà, personale tecnico-amministrativo, rappresentanti degli studenti e non ricordo se c'è qualcun altro). una persona secondo me fascinosa, forse un po' orsacchiottosa, ma per fortuna con un accento non triestino. inoltre l'ho sentito arrabbiato o per lo meno scocciato.
una cosa interessante che è stata consegnata tra il materiale della seduta è il cd con tanti programmi di opensource: alcuni li conoscevo ma altri no. mi sa che me lo guarderò molto interessata e se a qualcuno interessa, glieli posso passare perché "Il CD è distribuito sotto licenza GPL" per cui "Il CD e i programmi in esso contenuti, possono essere liberamente installati, utilizzati, copiati e diffusi". questo cd è stato preparato dal dipartimento di matematica e informatica (indirizzo: http://opendmi.units.it). ha anche "OSI certified", per cui è una cosa seria, ecco.
per esempio: volete il creatore di pdf? non c'è problema, non serve sborsar soldi per l'adobe. verificherò il cd e vi farò sapere, ma sul sito che vi ho indicato ci sono tutti i riferimenti del cd.
tutto un altro mondo!!
ho scoperto un'altra cosa: in università si può accedere tramite wifi ad internet!! ovviamente bisogna avere gli accessi internet dell'ateneo triestino. insomma, prima o poi arriverà anche nelle sedi distaccate, ma intanto su in centrale è possibile. non male, era ora.
avrei millemila cose da raccontarvi ma per ora mi limito.
vi dico solo che ieri sera in preda ad un raptus mi sono completamente cancellata dal sito vecchio dove scrivevo (per poco non l'ho fatto anche dal nuovo) per l'ennesima provocazione di qualcuno. la falsa modestia, l'incoerenza di certe cose, i riferimenti polemici seppur velatamente a me, mi hanno fatta saltare i nervi. questo farà piacere a qualcuno, che non si rende conto del vuoto che sta creando. ma non mi espongo oltre, mi siedo in riva al fiume e aspetto. so essere paziente...
bene, al di là delle desinenze ad minchiam del titolo, oggi sarà la prima e penultima seduta nel senato accademico dell'ateneo tergestino. la cosa che mi preoccupa è che sì e no riuscirò a mangiare tra lo scappare dal lavoro (ovviamento il lavoro e l'università -vedete foto- sono in due parti diverse della città con raggiungimento tramite due bus e qualche stampellata), procurarmi cibo, andare in rettorato a firmar carte, andare alla seduta, sperare che duri nella migliorissima delle ipotesi 2 ore e mezzo (guardando l'odg - ordine del giorno) è più facile che dalle 15 io esca alle 19... cosa che mi permetterebbe di scendere ad un orario decente in città per cenare con paris, visto che abbiamo da aggiornarci, hehehe...
che altro? su richiesta ho pubblicato di nuovo un paio di poesie sul vecchio sito, anche se nel frattempo ne ho cancellate una quarantina ormai. meno della metà ma restano cmq tante. pazienza. quando non avrò ispirazione magari le reinserisco.
anche oggi shopping in farmacia, di primo mattino... quando entro in farmacia, meno di 20 euro non pago. vabbè, non sottigliamo, oggi erano 19,90... gentamicina, garze, cerotto in rotolo da tagliare: che furto!
sono un po' preoccupata, e mi sa che ora poi preoccuperò chi mi legge e questo mi spiace. cmq, sono un po' preoccupata perché da mesi la sera non riesco a cenare, non ho fame o non ho voglia di star a spadellare con troppe persone in cucina. sono simpatiche e carine le mie coinquiline ma non riesco più a stare con troppa gente. e quindi mi si è ristretto lo stomaco, lo vedo perché sono dimagrita. ok, la pancetta c'è ancora un pochino ma vedo che sono calata visibilmente. ma non è questo. è il fatto che sento che si è ristretto troppo. negli ultimi giorni mi fa un pochino male. vi prego, non parlate di anoressia bulimia e cose simili perché NON è quello il problema. in questa forma non mi vedo malaccio ma di certo non sono tipo da non mangiare perché mi vedo grassa. qualche chiletto da tonificare c'è ma non è un dramma. soprattutto: come rinunciare a cose buone tipo kebab ogni tanto, dolci e schifezzuole? mettiamo canederli, pizza, gnocchi, lubianska, palacinke (o come si scrive, cmq sono creppppppesssss) e così via? o spaghetti con telline/arselle? vogliamo mettere? ecco, io un dito in bocca non me lo metterei mica dopo roba così buona se non per leccarmi le dita, hehehe!
cmq sia, devo rimettermi in riga. volente o nolente.
ora vi auguro buona giornata, al lavoro in questi giorni si boccheggia, ma noi siamo più tosti!
baci