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SFIORAMI

Lieve
tocco del respiro
sul collo offerto
a labbra desiderose
di assaporarmi
dolce
profumo di donna.
Lento
disegno
sul petto trepidante
di lontane emozioni
che pervadono la stanza.
Candele
appena rischiarano
il soffice letto di una passione
ancora da consumare,
quando i miei occhi cercano
il tuo sguardo acquatico
in cui specchiarsi.
Possente
il tuo avvolgermi
nel desiderio di saziarmi
con dolci frutti piccanti.
Sfiorami...
...e lasciami sospirare...
Sono una Stella Errata Erratica che sta nel Suo Cielo alla ricerca della Sua Costellazione.
mercoledì, 25 giugno 2008
blogorroica e lacrimosa, una triplice dedica


NINNA NANNA DEL CHICCO DI CAFFé


per colpa (sì per colpa) di valentina, la mia spacciatrice di video vari (bacio tessorah), mi sono imbattuta in una canzone che cantavo quand'ero piccola. dire che sono scoppiata a piangere a dirotto, è poco. il tutto leggendo una poesia che mi è stata dedicata da un'amica, immaginatevi, ho due occhi che non vi dico. e per fortuna che oggi non ho il mascara: ché altro che waterproof!!
voglio dedicare questa canzone alla mia mamma, all'amica che mi ha dedicato la poesia e ad un'altra persona (sì questa volta sì è per te. mi mancherai e non poco. anzi troppo. per te questa in particolare...).
ieri sera al lavoro soffocavo dal caldo, sono uscita a mangiar qualcosa con un amico e abbiamo chiacchierato parlato discusso blablabla tantissimo. insomma, nanna tardissimo (o prestissimo stamani, vedete voi), afa che non mi ha fatta dormire, alle 5 non riuscivo più a riaddormentarmi e quindi sono disfatta. ho scritto un papirone di mail trattenendo ancora troppo. ma così doveva andare.
ho un mal di testa da stanchezza e tensione che non vi dico.
tra l'altro, ciò che sospettavo s'è rivelato fondato. se prima sospettavo e temevo, nei giorni scorsi ho ricevuto conferma. atroce conferma. c'è una persona (diversa da quella di cui sopra) che mi ha fatta sentire stupida e tradita. ha ferito me e non solo me. io di questa persona mi fidavo. è stata solo una delusione. l'ipocrisia in aggiunta mi ferisce ancora di più. ma prima o poi si renderà conto di ciò che ha fatto.

nota positiva: vi dicevo che ora rispondo anche sul servizio in lingua, che solitamente prevede il francese e l'inglese (lo so, il mio orgoglio ne esce ferito), ma non limita il tedesco. oggi chiama una signora da un negozio di erratic-moda: noto il prefisso germanico e rispondo direttamente
"erratic-moda, guten tag, elisa am telefon". (erratic-moda, buongiorno, sono elisa)
silenzio... e poi, in tedesco: ma... com'è che risponde in tedesco??
io: beh, visto che lo parlo e lo preferisco...
lei: ma è fantastico!! solitamente dobbiamo raccapezzarci con inglese italiano, insomma, ma che bello! come ha detto che si chiama? lisa?
io: e-lisa, come la sonata di beethoven, il mio nome deriva da lì. cmq sono nuova, per questo...
lei: splendido, quindi se ho bisogno e chiamo, posso chiedere direttamente di lei?
io: beh, veramente non proprio, non ci sono sempre, lavoriamo su turni... in genere in questo periodo lavoro nella fascia pomeriggio-sera.
lei: ah bene, capito, allora aspetta che mi segno così... bene bene... allora, l'ho chiamata per eseguire quella procedura, ma se mi segue così bene!!
io: ottimo, allora ora facciamo...
blablabla
blablabla
io: perfetto, abbiamo finito allora! le auguro un buon pomeriggio e a risentirci!
lei: sì sì grazie mille è stato proprio un piacere elisa!
(tié, vendetta atroce vendetta alla parrucca! paris, gimme five!)

(sono passata alla pam prima: torni dopo le 17 che c'è l'impiegata. è l'ultima volta che torno. e non transigo oltre. già me ne sono andata sbuffando. tra un po' inizio a prepararmi e mi riavvio alla pam in stazione. vi racconterò aggiornando questo post stasera)
In punta di piedi: stellaerratica alle ore 16:31 | link | commenti (9) | Costellazione: nuvole, canzoni, grigio, indaco, callcenter, eclettico, verde speranza, pandi, sbirciando
lunedì, 23 giugno 2008
partire è un po'...

Dicono che questa barchetta (notare l'elicotterino tascabile sulla sinistra), attraccata in pieno centro a Trieste, sia di Abramovich, il noto magnate russo. Dietro, se è la barca che ricordo a Barcola anni fa, dovrebbe avere dietro due acqua-scooter.


Ora lasciatemi andare alle mie elicubrazioni mentali ... la barchetta in questione mi evoca la partenza, il navigare, la ricerca di altri lidi, di altre spiagge, di altri mondi.

E il mio pensiero va a chi parte. A me partire mette malinconia, a volte. I miei viaggi non sono mai definitivi, sono sempre toccate e fuga.

E pensare ad una persona -più o meno vicina- che parte... beh, qualcuno direbbe che bisogna accettare le scelte altrui. Io concordo e rispetto, ma credo di poter esprimere il mio dispiacere. O per rispetto non posso farlo?

Sinceramente mi dispiace quando qualcuno parte. Per alcuni più che per altri, ça va sans dire, ma mi spiace.

Soprattutto se stavi magari rientrando in contatto con una persona dopo tempo, soprattutto se con una persona sei piuttosto in sintonia (o così per lo meno credi), soprattutto se... ti ci sei affezionata.

Sei contenta quando la partenza è desiderata e speri che corrisponda alla felicità.

Prima o poi anch'io farò il mio viaggio. E sarò felice.

Anch'io.

In punta di piedi: stellaerratica alle ore 18:21 | link | commenti (2) | Costellazione: trieste, indaco, eclettico, pandi, sbirciando
venerdì, 20 giugno 2008
bliss on sorrow
ci sono giorni in cui ti senti rosa su sfondo grigio. questo contrasto di happyness on sadness. o come ho preferito nel titolo: bliss on sorrow. cielo, ho scritto in inglese. sto impazzendo.
e la colonna sonora (v.sotto) la trovi su un blog, la senti e l'abbini naturalmente alla stessa immagine. per una volta copi.
non badi alle parole, ascolti solo la voce e la musica. poi potrebbe parlare di fastum gel e batterie panasonic (butto lo sguardo sul comodino, sono le prime cose che noto), che te ne frega?

frasi semplici e dette col sorriso sul cuore risultano bellissime ma ti rattristano di colpo:
"solo con te mi diverto"
e ti senti piccola, meschina. per il tuo bisogno di affetto, per il tuo bisogno di illuderti di vedere come va. per il tuo "ma dai, prova e vedi, che c'è di male?".
vorresti scegliere come si fa con la tv, un pulsante è cambi canale. invece no, non è possibile.
poi parli con altre persone e... parli qualitativamente tanto. che ti lascia quel dolce gusto amaro sulle papille del... di quel qualcosa di indefinito che... stasera non sai descrivere. perché ti si chiude lo stomaco, perché ti si chiudono le labbra. cose che non possono uscire perché non vuoi.
parli con la nuova zia acquisita, quelle persone che ti prendono come nipotina. che con pazienza e savoir faire ti fanno ragionare, ti tranquillizzano, o comunque ti confortano. pur non dandoti ragione, ti confortano.
e ripensi al sogno con tuo zio, alle sensazioni che ti sembra di rivivere e lo desideri forte. e trattieni lacrime che bruciano il desiderio di quelle sensazioni, di quel calore di quella notte.

sono giorni strani, dove un po' di cose succedono. che sia al lavoro, che sia in altri ambiti.
ed anche oggi lo sguardo mesto. vai in ufficio dal capo rassegnata, chiedi chiarimenti, chiedi la tua posizione, parli con colleghi e ti rendi conto che ormai sei... non sai nemmeno tu. non sai se esserne "contenta" o meno. ora hai tutti i servizi. tutti. assicurativi e moda. in italiano e in lingue straniere. anche se sai benissimo di non essere all'altezza ora. o di non credere abbastanza che con un po' di allenamento, ce la puoi fare.
sono giorni con gli "occhi singhiozzanti", dove un niente ti causa lacrime agli occhi. che in ufficio dal capo trattieni ma vorresti urlare "che c...o avete fatto??" per tutto ciò che sta dietro.
sono giorni in cui arrivano piano piano conferme. anche quelle che avresti preferito non avere. solo perché sei una gran vigliacca.
e, come sempre, vorresti girarti ed andartene. imponendoti di non girarti, ché tanto prima poi riuscirai a farlo davvero.
ma alla fine desideri solo poche cose semplici.
tra cui, una vacanza. di quelle vere, quelle lontane, senza pensieri. ma non te le puoi permettere.
appoggi la testa sul cuscino e ti giri e rigiri. prendi il cuscino piccolo che ti hanno regalato le amiche da portarti in germania a 17 anni, un anno via... e te lo metti sotto la pancia, ché la colonna vertebrale ti fa male. una variante dei dolori intercostali?
fa male. la colonna vertebrale ti sostiene. e tu ti aggrappi a te stessa in qualunque modo. hai solo te. tutti gli altri sono lontani.
e sei stanca.
alanis ha finito di cantare, ti infili sotto il lenzuolo e speri di ritrovare lo zio che ti fa segno di sederti accanto a lui, di non aver paura, di farti accarezzare la testa mentre chiudi gli occhi, di ascoltare la serenità che ti trasmette parlando, di...

In punta di piedi: stellaerratica alle ore 01:08 | link | commenti (2) | Costellazione: nuvole, grigio, indaco, pandi, sbirciando
sabato, 07 giugno 2008
E-state con me!

e oggi mi tocca lavorare. solitamente il sabato pomeriggio non chiama nessuno e fino alle 19 spero che sia così. il servizio è quello di paris, la spia d'oltralpe, la collegamica che chiamo via messenger o cellulare se non so cosa rispondere, hehehe. è il servizio in lingua, quello per uno stilista.

che dire? ah, sì!! l'estathe. è colpa dei miei genitori, c'è poco da fare. nella mia infanzia salutare è mancato l'estathe (una volta bevevo solo il the alla pesca, ora mi viene il voltastomaco e prendo solo quello al limone o altri tipi), questo the assolutamente chimico, dal gusto falso ma gradevole e tuttosommato anche dissetante. solo che ho l'impressione che crei dipendenza, perché dopo secoli ho deciso di provarlo ed ora non posso farne a meno: se non compro l'acqua, prendo solo cocacola (quella originale, che a me quelle altre cose in stile cola fanno schifo) se non c'è il the. e se dev'essere the... che sia estathe. mi sono rovinata. dicevo, è colpa dei miei genitori che -saggiamente- me ne hanno sempre tenuta lontana.

battute a parte, l'altroieri sera sono andata a vedere il film sex and the city con collegamica. devo dire che lo pensavo più acido, invece era carino. non malaccio. non avendo visto il telefilm non so giudicare, però era carino dai. ieri sera invece con collegamica2 sono andata all'immancabile kebab: il solito, non serve nemmeno aprire il menüüü (come direbbe la parrucca). e poi a vedere il divo, il film su giulio andreotti. credo che abbia ragione betta quando dice che solo su andreotti si può fare un film simile: chiunque altro avrebbe querelato regista&co.
certo che tra andreotti e berlusconi (il divo e il caimano) abbiamo di che riflettere e preoccuparci... ne facciamo film, ma poi? resta tutto tale e quale. sono personaggi che nonostante tutte le accuse, restano impuniti. voglio dire: di mille cose di cui vengono accusati, ci sarà pure un barlume di verità, o no? ora, se io povero disgraziato disoccupato rubo un giocattolo per i miei figli (ndr, come da locandina de il piccolo, quotidiano locale), sicuramente mi becco qualche periodo da passare "al fresco". mentre loro?
è sempre il solito discorso "la giustizia è uguale per tutti, solo che per alcuni è un po' più uguale che per altri".

poi penso alla storia di Carlo e di altri uomini: noi donne abbiamo un potere mica da ridere. se accusiamo un uomo di violenze, negli usa è facile che vinciamo anche se non è vero. e così roviniamo gli uomini e le loro famiglie. negli states sembra che accusare un uomo di violenze sessuali stia diventando una professione. d'altronde, se sei vittima di un crimine, ti becchi la pensione dallo stato e sei tutelatissima. a questa gente toglierei l'appellativo di donna. e pensare che ci sono donne che non riescono o possono ottenere giustizia per reali violenze! che nervi!!
mi chiedo come fa la sig.ra rebecca mckay white a dormire e a vivere serena, con che coscienza!!
credo che a costo di chiedere un prestito, voglio assistere alla sentenza di innocenza di Carlo e a quella di colpevolezza di tutti coloro che hanno distrutto la vita di Carlo e dei suoi cari. e voglio guardare in faccia quella signora.

 (tra l'altro, oggi c'era il sole, sono in infradito e senza ombrello. chiaramente piove. spero che per le sette smetta quel tanto che io possa tornare a casa)

In punta di piedi: stellaerratica alle ore 17:35 | link | commenti (6) | Costellazione: arancio, indaco, callcenter, eclettico, carlo parlanti, schiantando, sbirciando
giovedì, 22 maggio 2008
de piedibus hihihi
prima della mia considerazione di oggi, vi prego di cliccare
se vi serve di pulire lo schermo, quale miglior metodo naturale?
detto ciò, stamani ho sfidato il tempo (e il collante del cerotto): solo all'idea di mettermi calzini e scarpe mi sono sentita soffocare. per cui ho optato per i miei famosi birkenstock dell'anno scorso... ovvero queste qui sotto:
l'unico problema è il fatto che purtroppo il cerotto che tengo costantemente sotto al piede tende ad incollarsi alla suola che in sughero (biokork mi pare si chiami). è fastidioso in tutti i modi. io l'anno scorso desideravo questi birken magari di una fantasia migliore e senza la fascia sul piede, e quest'anno finalmente hanno provveduto a migliorare il catalogo. è inutile, se fosse per me, amplierei la mia già discreta collezione di birken...
ma è meglio di no...
In punta di piedi: stellaerratica alle ore 17:53 | link | commenti (11) | Costellazione: indaco, eclettico, pandi, giallo pastello, sbirciando
domenica, 04 maggio 2008
Merano: il passato alle porte
(a destra la foto del mosaico dello stemma di merano su uno dei lati di ponte della posta: vedete l'aquila del tirolo -diversa da quella nera del trentino- stagliata sulle tre porte di merano e cioè porta bolzano, porta venosta, e porta passiria se non ricordo male. manca una porta perché è andata distrutta e se n'è persa traccia e tra l'altro non mi ricordo più quale. se carla nei commenti vuol correggermi e completarmi, gliene sarei immensamente grata)

un tuffo in un passato che quasi non credevo più fosse mai esistito. vorrei rituffarmici. vorrei fare come scrooge ne "il canto di natale" ed osservarmi bambina per capire chi ero e chi sono.
non avevo il coraggio ma ho preso quel treno. stare dagli e cogli amici storici dei miei (di quelli che ora noi giovani forse non sappiamo tenerci) ha significato molto. sono poche le persone che vogliono e possono capire ciò che tutto questo significa per me.
stare da loro è significato aggiungere qualche tassello al puzzle incompleto che è il mio passato. un passato che, a volte, mi sembra di non aver mai avuto.

riscoprire il mio passato per scoprire chi ero e soprattutto chi sono. chi ero e chi volevo essere. chi sono e chi vorrei essere.

viziata e coccolata da chi mi ha vista sgambettare col pannolino al vento, regali concreti e morali, ecco il mio "riempicuore" questo week-end.
e ripartire è significato trattenere le lacrime a stento, una volta salita in treno.
ho rivisto posti della mia infanzia, persone della mia infanzia, ne ho cercate ed individuate nella folla. ho assaporato l'ordine e la cortesia così "crucca", l'atmosfera così quotidiana del passato, negozi e posti così uguali all'epoca eppure nuovi e non vecchi, posti e negozi completamente diversi e sconosciuti.
l'anno scorso mi spaventava, ora ho voglia di finire e tornarci.
credo che le parole di questo week-end siano state "che bello", "ma c'è ancora!!", "vorrei tornar qui".
tanto e nulla è cambiato.
non la nostalgia di merano e di chi mi ha vista nascere, imparare a camminare e a tirarmi su e giù le mutandine da sola prestissimo.
voglio continuare QUEL passato. oggi. chissà dove mi orterà la vita, ma oggi vorrei farle prendere la A22 del brennero e poi la MeBo.

(con calma, il lato fotografico e meno nostalgico)
In punta di piedi: stellaerratica alle ore 23:16 | link | commenti (11) | Costellazione: nuvole, volando, indaco, eclettico, merano, verde speranza, sbirciando, cioccolore
sabato, 15 marzo 2008
resoconto della settimana

questa canzone mi piace un sacco, lui è strepitoso. ah, il titolo è la lettre e l'autore è renan luce (francese)
durante questa settimana è successo di tutto un po'. partiamo dal commento sgradito di una persona ad una mia poesia: una persona che dichiara che non è in grado di criticare la struttura delle poesie ma di apprezzarne l'emozionalità, non può permettersi di lasciare un commento come quello che ha lasciato, soprattutto concludendolo con parole al limite dell'offesa, quasi fossero le sue letture e i suoi commenti (alle donne, mentre agli uomini riserva un breve messaggio. magnanimo davvero) a rendere preziose le poesie altrui. beh, le mie sembrano essere tra le più lette ed apprezzate e credo che una caduta di stile mia non giustifichi certe parole soprattutto in chi non mi commenta più da tempo. ma si sa, quando si è imbeccati da altri, se viene ben toccato il tasto giusto dell'autostima, ecco che si scorda la modestia. la cosa carina che ore prima di quel commento, la stessa persona si fosse fatta un po' di risate grazie alla mia ironia.
tralasciamo poi la spiegazione che mi è stata data da un'altra persona in merito alla mia poesia. che sia dura, l'accetto. ma che sia eccessivamente dura, già di meno.
e dunque a rate sto cancellando le mie poesie. il nick resta lì, ma le poesie no. le cancello un po' alla volta. i miei commenti sono - senza alcuna falsa modestia - tra i migliori. anche perché solitamente sono propositivi o cmq costruttivi e mai offensivi né espressi con toni troppo duri (se negativi).
non capiscono cosa stanno perdendo, né perché la gente se ne vada da quel sito. il sito sarebbe il migliore che ho visto, ma la gestione non la capisco proprio. non la capisce quasi nessuno. senza contare il re coi suoi cortigiani. che tanto parlano parlano parlano e le voci girano.

altra cosa particolare di questa settimana è il tempismo di G. che a dire il vero credo di aver chiamato io a forza di pensarlo. cioè l'avevo pensato un pomeriggio quasi come in sogno, ed eccolo rispuntare. perché? perché lo so io. mi lusinga ma mi spaventa. e a volte c'è la tentazione di cedere.

ok, vado a nanna... baci

In punta di piedi: stellaerratica alle ore 00:28 | link | commenti (6) | Costellazione: nuvole, canzoni, grigio, indaco, eclettico
sabato, 23 febbraio 2008
Non ti arrabbiare, e gioca
vi propongo questo video, a me ha colpito molto per la musica prima che per le parole (qui testo e traduzione)... l'ho trovata su un altro blog e mi è piaciuta molto, mi ha cullata anche scrivendo versi, come aveva fatto un'altra canzone tempo fa.
in questi ultimi giorni è forte in me il desiderio di provocare con le poesie, sapendo benissimo che non piacciono a chi mi conosce o che al limite fanno sorridere. mi lascio provocare ultimamente, senza reagire, anzi. ho voluto però giocare con le parole, con le poesie, con me stessa. esercizi di stile? forse, ma anche alla ricerca di qualcosa. gioco. gioco con le parole come col didò (o con la plastilina che per lo meno non si seccava) ma solo per puro divertimento personale, mai con le persone. anzi, non mi piace quando lo si fa.
ad ogni modo...
ieri sera pizza con gli amici ridendo e scherzando, incazzandosi col non ti arrabbiare, bevendo dell'ottimissimerrimo vino (notare l'etichetta qui a fianco) e mangiando un dolce, per festeggiare la prima paga da dipendente a tempo indeterminato...
sono tranquilla e serena, nonostante ... la verità delle cose viene sempre a galla, in qualche modo. ed io aspetto. arriverà lei a me: è il tempo a parlare...
mi sento osservata e chiamata da più versanti e persone, ma io sono tranquilla e 'aspetto'. le porte non sono chiuse o cmq si può bussare...
ma ora basta, godetevi quella canzone e se vi capita di bere questo vino, pensatemi!
e fatevi una risata sulla mia ultima provocazione, e chi vuol commentare commenti. della serie "chi vuol intendere, intenda. gli altri, incamper!!"


Clicca su esc e aggiorna il bios!

Del calcolatore hai premuto l'accensione
freddo strumento di comunicazione
Distratta l'antivirus non hai attivato
o forse non l'hai proprio aggiornato?
Pazientemente te l'avevo detto:
della rete non ti fidare, è tutto sospetto!
Con F5 aggiorni il rischio di esposizioni
e attacchi di pericolose intrusioni
F1 non t'aiuta coi suoi consigli banali
devi chiedere agli amici speciali!
L'hard disk potevo salvarti
perché non hai voluto ascoltarmi?
L'ultima formattazione non t'è bastata
era lunga, tanto sospirata.
Ora dammi quel maledetto coso
tu regina dei trucchi, mettiti a riposo!
In punta di piedi: stellaerratica alle ore 19:39 | link | commenti (16) | Costellazione: poesie, canzoni, indaco, sbirciando
martedì, 19 febbraio 2008
Cavatemi un occhio...

(i miei sono più o meno così ma verde scurissimo, sia montatura sia lenti, immagine trovata qui)

ho un carissimo amico che mi ha sempre detto "lasciati amare, elisa". ma non è facile. talvolta è più facile amare che lasciarsi amare. e questo lo vedete nella poesia che ho tratto dal post di ieri. ve la lascio sotto. è chiaramente dedicata.
cmq, oggi ho rispolverato gli occhiali da sole. uso le lenti verde scuro, preferibilmente. ma oggi non tanto per il sole, quanto più perché è l'ennesimo giorno di quella che io chiamo elicrania in fase di cova. passerà, anche perché sono abbastanza tranquilla. solo che quando l'elicrania colpisce, parte da un occhio. solitamente il sinistro.
l'unico vero scoglio ora è l'ordine in stanza: assente.
questa settimana sarà corta, venerdì arriverà presto, e per la sera in programma uscita con molte persone diverse e divertenti, è tanto che si cerca di organizzare e speriamo davvero di concretizzare e rifarci occhi ed orecchie hehehe l'unico neo è che domani torno a martoriare il piede e quindi venerdì mi sa che sarò di nuovo stampellante. ma pazienza. ho già mezza idea di come vestirmi, nonostante il piede...
magari seguiranno foto... hihihi... per ora buona giornata, un abbraccio.

Aria di libertà
 
Affetto famigliare
un lusso perso nell'oblio
di adolescenza ondosa.
Decisioni di vita
puntando i piedi su me
reduce di autoprotezione.

Torna il passato
vestito di presente avvolgente
su uno scoglio in riva al mare.

Bussa il futuro
al mio cuore di bimba
guardando con occhi sgranati
mano tesa di adulto.

Singhiozza l'emozione
nel lasciarsi andare
a dolce pazienza
d'amore.

E finalmente
permetterò
di amarmi.

In punta di piedi: stellaerratica alle ore 12:38 | link | commenti (6) | Costellazione: poesie, grigio, indaco, sbirciando
mercoledì, 13 febbraio 2008
Canta la luna, cantano le sensazioni
Canta la luna

Canta la luna
in un manto idilliaco
Brilla il desiderio
di esplorare felicità erratica
Radicata nelle paure
volgiti astro
al sole che ti conquisti
Discreta segui
il volger delle stagioni
del sentimento
pregnando di te la loro ragione
Impotenti si lasciano pervadere
dall'intensa luce delicata
del tuo amare.




questo tramonto è del 7 settembre 2006, una sera a lignano sabbiadoro, anche lì, una delusione. ma pazienza.
oggi, anche se un po' nervosetta, sto comunque meglio. stamani ho fatto colazione regolare e quasi di lusso, oggi ero pure di buon umore, ho discusso brevemente di qualche mia poesia con un collega (e lui per la metrica ha un occhio speciale, per cui gli sto sottoponendo una delle mie prossime creature) ma soprattutto sto cercando di sistemare a livello di rime e sillabazione. insomma, la lettura dev'essere il più possibile scorrevole. ho una serie di poesie in cantiere, ma una ironica mi preme...
sono basita da tutte le persone che mi leggono il blog in silenzio, mi spiace che non ci sia molto scambio.
ah, voglio salutare il "nonnino", che tanto nonnino non è ma è piuttosto gagliardo e simpaticherrimo!! lui mi ha nei suoi preferiti da anni, la sua ironia è spettacolare. ciaooooo!
cmq, dicevo... tante letture e poco scambio. ok che la padrona di casa sono io ma non sono così terribile da incutere timore! pace.
oggi sono andata a caccia di una cosa: sapevo che sono protetti dal wwf ma non pensavo che nei negozi fosse quasi impossibile trovarli? cosa? ve lo dirò prossimamente... una razza in via d'estinzione...
tutto questo per dire cosa? nulla, per girare attorno al fatto che... sono più tranquilla, perché mi si schiarisce la visuale, le sensazioni cambiano anche se restano forti. non le posso esprimere, ma sensazioni su quello che è e sarà riguardo a certe cose ci sono tutte. alcune non le voglio approfondire per non togliermi tutto il gusto della scoperta ma sorridendo le osservo distrattamente. so come andrà avanti. so. certe sensazioni restano e non ingannano. bruciano e cullano. affannano e tranquillizzano.
ma intanto resta il fatto che la poetite mi prende.
e la voglia di partire pure...

(...mi sento osservata e tenuta sotto controllo...)
In punta di piedi: stellaerratica alle ore 23:58 | link | commenti (8) | Costellazione: poesie, indaco, callcenter, verde speranza, sbirciando