Dicono che questa barchetta (notare l'elicotterino tascabile sulla sinistra), attraccata in pieno centro a Trieste, sia di Abramovich, il noto magnate russo. Dietro, se è la barca che ricordo a Barcola anni fa, dovrebbe avere dietro due acqua-scooter.
Ora lasciatemi andare alle mie elicubrazioni mentali ... la barchetta in questione mi evoca la partenza, il navigare, la ricerca di altri lidi, di altre spiagge, di altri mondi.
E il mio pensiero va a chi parte. A me partire mette malinconia, a volte. I miei viaggi non sono mai definitivi, sono sempre toccate e fuga.
E pensare ad una persona -più o meno vicina- che parte... beh, qualcuno direbbe che bisogna accettare le scelte altrui. Io concordo e rispetto, ma credo di poter esprimere il mio dispiacere. O per rispetto non posso farlo?
Sinceramente mi dispiace quando qualcuno parte. Per alcuni più che per altri, ça va sans dire, ma mi spiace.
Soprattutto se stavi magari rientrando in contatto con una persona dopo tempo, soprattutto se con una persona sei piuttosto in sintonia (o così per lo meno credi), soprattutto se... ti ci sei affezionata.
Sei contenta quando la partenza è desiderata e speri che corrisponda alla felicità.
Prima o poi anch'io farò il mio viaggio. E sarò felice.
Anch'io.
ci sono giorni in cui ti senti rosa su sfondo grigio. questo contrasto di happyness on sadness. o come ho preferito nel titolo: bliss on sorrow. cielo, ho scritto in inglese. sto impazzendo.e oggi mi tocca lavorare. solitamente il sabato pomeriggio non chiama nessuno e fino alle 19 spero che sia così. il servizio è quello di paris, la spia d'oltralpe, la collegamica che chiamo via messenger o cellulare se non so cosa rispondere, hehehe. è il servizio in lingua, quello per uno stilista.
che dire? ah, sì!! l'estathe. è colpa dei miei genitori, c'è poco da fare. nella mia infanzia salutare è mancato l'estathe (una volta bevevo solo il the alla pesca, ora mi viene il voltastomaco e prendo solo quello al limone o altri tipi), questo the assolutamente chimico, dal gusto falso ma gradevole e tuttosommato anche dissetante. solo che ho l'impressione che crei dipendenza, perché dopo secoli ho deciso di provarlo ed ora non posso farne a meno: se non compro l'acqua, prendo solo cocacola (quella originale, che a me quelle altre cose in stile cola fanno schifo) se non c'è il the. e se dev'essere the... che sia estathe. mi sono rovinata. dicevo, è colpa dei miei genitori che -saggiamente- me ne hanno sempre tenuta lontana.
battute a parte, l'altroieri sera sono andata a vedere il film sex and the city con collegamica. devo dire che lo pensavo più acido, invece era carino. non malaccio. non avendo visto il telefilm non so giudicare, però era carino dai. ieri sera invece con collegamica2 sono andata all'immancabile kebab: il solito, non serve nemmeno aprire il menüüü (come direbbe la parrucca). e poi a vedere il divo, il film su giulio andreotti. credo che abbia ragione betta quando dice che solo su andreotti si può fare un film simile: chiunque altro avrebbe querelato regista&co.
certo che tra andreotti e berlusconi (il divo e il caimano) abbiamo di che riflettere e preoccuparci... ne facciamo film, ma poi? resta tutto tale e quale. sono personaggi che nonostante tutte le accuse, restano impuniti. voglio dire: di mille cose di cui vengono accusati, ci sarà pure un barlume di verità, o no? ora, se io povero disgraziato disoccupato rubo un giocattolo per i miei figli (ndr, come da locandina de il piccolo, quotidiano locale), sicuramente mi becco qualche periodo da passare "al fresco". mentre loro?
è sempre il solito discorso "la giustizia è uguale per tutti, solo che per alcuni è un po' più uguale che per altri".
poi penso alla storia di Carlo e di altri uomini: noi donne abbiamo un potere mica da ridere. se accusiamo un uomo di violenze, negli usa è facile che vinciamo anche se non è vero. e così roviniamo gli uomini e le loro famiglie. negli states sembra che accusare un uomo di violenze sessuali stia diventando una professione. d'altronde, se sei vittima di un crimine, ti becchi la pensione dallo stato e sei tutelatissima. a questa gente toglierei l'appellativo di donna. e pensare che ci sono donne che non riescono o possono ottenere giustizia per reali violenze! che nervi!!
mi chiedo come fa la sig.ra rebecca mckay white a dormire e a vivere serena, con che coscienza!!
credo che a costo di chiedere un prestito, voglio assistere alla sentenza di innocenza di Carlo e a quella di colpevolezza di tutti coloro che hanno distrutto la vita di Carlo e dei suoi cari. e voglio guardare in faccia quella signora.
(tra l'altro, oggi c'era il sole, sono in infradito e senza ombrello. chiaramente piove. spero che per le sette smetta quel tanto che io possa tornare a casa)
prima della mia considerazione di oggi, vi prego di cliccare
l'unico problema è il fatto che purtroppo il cerotto che tengo costantemente sotto al piede tende ad incollarsi alla suola che in sughero (biokork mi pare si chiami). è fastidioso in tutti i modi. io l'anno scorso desideravo questi birken magari di una fantasia migliore e senza la fascia sul piede, e quest'anno finalmente hanno provveduto a migliorare il catalogo. è inutile, se fosse per me, amplierei la mia già discreta collezione di birken... 
questa canzone mi piace un sacco, lui è strepitoso. ah, il titolo è la lettre e l'autore è renan luce (francese)
durante questa settimana è successo di tutto un po'. partiamo dal commento sgradito di una persona ad una mia poesia: una persona che dichiara che non è in grado di criticare la struttura delle poesie ma di apprezzarne l'emozionalità, non può permettersi di lasciare un commento come quello che ha lasciato, soprattutto concludendolo con parole al limite dell'offesa, quasi fossero le sue letture e i suoi commenti (alle donne, mentre agli uomini riserva un breve messaggio. magnanimo davvero) a rendere preziose le poesie altrui. beh, le mie sembrano essere tra le più lette ed apprezzate e credo che una caduta di stile mia non giustifichi certe parole soprattutto in chi non mi commenta più da tempo. ma si sa, quando si è imbeccati da altri, se viene ben toccato il tasto giusto dell'autostima, ecco che si scorda la modestia. la cosa carina che ore prima di quel commento, la stessa persona si fosse fatta un po' di risate grazie alla mia ironia.
tralasciamo poi la spiegazione che mi è stata data da un'altra persona in merito alla mia poesia. che sia dura, l'accetto. ma che sia eccessivamente dura, già di meno.
e dunque a rate sto cancellando le mie poesie. il nick resta lì, ma le poesie no. le cancello un po' alla volta. i miei commenti sono - senza alcuna falsa modestia - tra i migliori. anche perché solitamente sono propositivi o cmq costruttivi e mai offensivi né espressi con toni troppo duri (se negativi).
non capiscono cosa stanno perdendo, né perché la gente se ne vada da quel sito. il sito sarebbe il migliore che ho visto, ma la gestione non la capisco proprio. non la capisce quasi nessuno. senza contare il re coi suoi cortigiani. che tanto parlano parlano parlano e le voci girano.
altra cosa particolare di questa settimana è il tempismo di G. che a dire il vero credo di aver chiamato io a forza di pensarlo. cioè l'avevo pensato un pomeriggio quasi come in sogno, ed eccolo rispuntare. perché? perché lo so io. mi lusinga ma mi spaventa. e a volte c'è la tentazione di cedere.
ok, vado a nanna... baci
(i miei sono più o meno così ma verde scurissimo, sia montatura sia lenti, immagine trovata qui)
ho un carissimo amico che mi ha sempre detto "lasciati amare, elisa". ma non è facile. talvolta è più facile amare che lasciarsi amare. e questo lo vedete nella poesia che ho tratto dal post di ieri. ve la lascio sotto. è chiaramente dedicata.
cmq, oggi ho rispolverato gli occhiali da sole. uso le lenti verde scuro, preferibilmente. ma oggi non tanto per il sole, quanto più perché è l'ennesimo giorno di quella che io chiamo elicrania in fase di cova. passerà, anche perché sono abbastanza tranquilla. solo che quando l'elicrania colpisce, parte da un occhio. solitamente il sinistro.
l'unico vero scoglio ora è l'ordine in stanza: assente.
questa settimana sarà corta, venerdì arriverà presto, e per la sera in programma uscita con molte persone diverse e divertenti, è tanto che si cerca di organizzare e speriamo davvero di concretizzare e rifarci occhi ed orecchie hehehe l'unico neo è che domani torno a martoriare il piede e quindi venerdì mi sa che sarò di nuovo stampellante. ma pazienza. ho già mezza idea di come vestirmi, nonostante il piede...
magari seguiranno foto... hihihi... per ora buona giornata, un abbraccio.
Aria di libertà
Affetto famigliare
un lusso perso nell'oblio
di adolescenza ondosa.
Decisioni di vita
puntando i piedi su me
reduce di autoprotezione.
Torna il passato
vestito di presente avvolgente
su uno scoglio in riva al mare.
Bussa il futuro
al mio cuore di bimba
guardando con occhi sgranati
mano tesa di adulto.
Singhiozza l'emozione
nel lasciarsi andare
a dolce pazienza
d'amore.
E finalmente
permetterò
di amarmi.
Canta la luna