visto che mi sto annoiando, qui sola, senza nemmeno quelli dell'outbound, spulcio le chiavi di ricerca di luglio, per arrivare al mio blog.
il più geniale in assoluto è il primo che riporto. perché sbatterlo su un motore di ricerca 26 volte al mese negli ultimi mesi, anziché piazzarlo nella barra dell'indirizzo, è geniale.
www.stellaerratica.splinder.com
il mese di giugno contava sulle 25 pagine di tante chiavi di ricerca. per ora luglio ne ha solo 14. senza contare quelli con errori di battitura...
vediamo le migliori:
seilor moon: hai toppato amico, per coerenza dovevi scrivere mun, mi deludi.
uomo mela (che tornerà pure come mela uomo / uomo con la mela / uomo con mela): hai ragione, se è bello croccante, c'è più gusto.
va fanculo: eh, italiano aulicissimo. ma sei proprio sicuro di voler augurare quello? potrebbe anche goderci. io ad un uomo non lo auguro mai. tsè.
ciabatte sughero: in varie forme, con farmacia - tedesco e cose annesse, compaiono più volte. scommetto la mia intera collezione di birkenstock che cerchi proprio loro!!
enrico toti e stampella: no ti prego questa spiegamela!
mi fai schifo: beh, guardati allo specchio tu prima!
"roberto bertozzi" milva: beh, sì, in effetti lui era il mio prof di traduzione dal tedesco verso l'italiano il primo anno di università, colui che fece la famosa battuta prima di entrare in ascensore ad un collega (parlando del fatto che milva -non s'è capito se si sono davvero sposati alla fine- andasse in germania o dove per uno spettacolo): "tja, ich muss ihr Taschengeld geben" (trad.: le dovrò dare la paghetta) mentre noi studentelli imberbi pensavamo: "o forse è lei a darla a te?" il resto è storia che non posso pubblicare.
basta studiare: concordo: è luglio, concediti una pausa!
birken infradito /scarpe/ birkenstock /50 anni /calzature/ con disegni/ per uomo: ecco, appunto, che vi dicevo??
blog carini: guarda, ne ho un elenco, se vuoi mi contatti in privato e ti sparo una lista spettacolare.
bon soir grafic: temo che il francese non fosse il tuo forte o che la tua tastiera sia allergica alle finali...
capriccioso kandiskij: ho qualche dubbio sulla correttezza del nome, ma soprattutto, perché era capriccioso? dai dimmelo, ormai non puoi non dirmelo!
che / ho caldo: eh, io stanotte mi son tirata su la copertina, altro che caldo!!
cognome calimero: ma davvero ne aveva uno??
come mandare a fanculo una collega presuntuosa: sicuro di volerlo fare? sia mai che poi lei scopra di goderne... cmq, basta semplicemente alzare il dito giusto e con un gran sorriso baciarlo. et voilà!
daniele stronzo: guarda, io avrei qualche altro nome, ma usiamo daniele per convenzione.
delusa da te e dispiaciuta: eh, come ti capisco. ma un masso sopra e andiamo avanti. intanto vieni qui che ti abbraccio io. su.
dolore forte: vuoi una pastiglia di ketoprofene o del paracetamolo?
ghiaccioli alla menta: benvenuto nel blog giusto!! quasi quasi cambio lo sfondo e l'indirizzo, così che sia tutto in menta-style che io adoro!! ora però ghiaccioliamo un po' insieme, qua la mano!
immagini io sono snob: lo posso anche immaginare senza problemi...
kandinsky sulle punte: domanda: non è che confondi il pittore col ballerino di cui non mi sovviene il nome?
libro di poesie del film sex and the city: è mai possibile che da quel film esca un libro di poesie?? ah, ma forse alludi al libro che i protagonisti si leggono a vicenda... boh, non ho alba.
mc escher volturara: capisco solo mc per mc donald's e escher l'artista. che intendi? è un sogno da interpretare?
mi fai stare uno schifo / mi girano le (cosa? ovaie, palle...? cosa?) / mi sento in gabbia (sapessi come ti capisco!) / mi vuole non mi vuole (un po' indeciso? sparisci per un po' e capirai subito se ti vuole o no)
pagina 232: che ha di speciale quella pagina?
parolacce volgari: beh quali non lo sono?
passeggiata fiume passiria: veramente il fiume è il passirio mentre la valle è la val passiria...
per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno: temo tu abbia sbagliato blog, sono altri tra quelli che seguo.
prendere di per il culo: ehm, cioè?
rebecca mckay white: uh uh qui gongolo!! sarà la stessa signora white a cercare chi parla di lei? beh, dear rebecca (it's sarcastic, of course) many people speak and write about you and your lies, because it's demonstrated that you only lied, you destroied carlo's life and the life of people who loves him. but remember: justice will win and you'll pay for everything you did! carlo is innocent!
siero addio al nubilato: urca, che è? racconta racconta!
stella erratica traduzioni: tra tutte le ricerche con stella erratica, questa mi fa gongolare... sì sì io traduco!! passate pure le traduzioni!
sto impazzendo: sapessi io...
secret! e allora pensi di trovarlo qui?
torta bianca e nera /giorno e notte/ marmorizzata: ok, prima o poi vi posto la ricetta, ve lo prometto.
non mancano mai scherzi e cafoni, al telefono. per fortuna però i maniaci sessuali non chiamano da un po' su banca pandi. queste sono due chicche di ieri sera.
ecco, questa foto l'ho usata spesso, è il mio amato Peluche, ed io mi sento così: stanchissima.
le traduzioni al momento sono finite. l'ammetto, mi è piaciuto tradurre (anche se in qualche caso alla velocità più o meno della luce e mentre facevo contemporaneamente altre cose), però mi sono molto affaticata.
credo di poter dire di aver fatto un buon lavoro, ho usato tutta la fantasia necessaria e ho avuto il supporto di qualche amica preziosissima che senza splinder non avrei mai incrociato...
solo che si sono accavallate più cose, oltre al lavoro, più traduzioni non facili e correzioni volute dal cliente su traduzioni già fatte. per cui ho implorato aiuto esterno. in un caso mi è andata bene perché il ragazzo cui ho affidato -per fortuna- il testo più lungo e forse difficile, secondo me è all'altezza e cmq aveva chi gli correggeva le cose. il testo allegato, l'unica persona che mi ha detto sì in tempi utili ahimé ha ... non so come dire... non ho nemmeno corretto, ho di fatto ritradotto tutto alla velocità della luce. e cmq con eccessivo ritardo rispetto alla consegna. è stato stancante, ma soprattutto mortificante. ma ho fatto il mio meglio e son riuscita cmq a festeggiare in maniera degna il compleanno del malefico, cioè L.
perché malefico? perché lo è quando provoca e stuzzica. solo che se mi ci metto io, divento terribile! e poi lui è tutto fuorché malefico. anzi, l'esatto contrario. fin trooooooooooooooooppo buono. già di per sé lo sarebbe sopportando e supportando me, poi lo è di suo... per cui, d'ora in poi lui sarà IL MALEFICO. ecco.
ora chiudo e mi rilasso un po', che sono stanca. domattina si va con la maleficauto da mammà. mia sorella non vede l'ora, lei già si reputa zia. ora, non vorrei svegliarla dai suoi soliti sogni ma... direi che c'è tantissimo tempo ancora. e che potrei quasi scommettere che diventerò prima zia io di lei...
aggiornamento: ringrazio anche collegamica2 per la sua predisposizione come sinonimi-contrari anche di intere frasi.
io non so, forse parlo arabo e non ne sono cosciente.
location: callcenter
orario: indifferente
chi: utenti x che chiamano me per avere info sull'incasso di un assegno
ora, se mi chiedi la filiale in cui incassare l'assegno, ti dico che se non sei correntista di quella banca (che tra l'altro ha determinati segni sopra e te lo spiego) non te lo liquidano, a maggior ragione se ci sono quei famosi segni sopra; ti dico di depositarlo sul tuo conto corrente, mi dici che non hai conto correnti (...a me pare anacronistico ma sembra che pochissimi di quelli che chiamano abbiano un conto...) e ti rispondo di chiamare il numero di telefono indicato nella lettera (sembra ti stia dicendo cose incredibili e che non c'è scritto nulla di quanto io ti dico...), perché insisti a chiedermi in quale filiale andare? perché mi chiedi quale è la più vicina al tuo quartiere? ti pare che posso conoscere gli stradari di ogni città italiana? no, dimmelo! ora, hai pienamente ragione a lamentarti che l'assegno è arrivato tardi (se avessi un conto...), che è un casino incassarli (se avessi un conto...), che l'ufficio che devi chiamare spesso non risponde (che ti devo dire, non posso farci nulla), che... tutto quello che vuoi. è scandaloso il fatto che tu dovrai per forza (ma non te lo posso dire io) aprirti un conto corrente o un libretto o qualche rapporto di addebito/accredito in qualche banca (possibilmente in quella per cui ti sto rispondendo). ma! se ti dico che non ti serve a nulla andare in una filiale della banca (e magari te l'avevo già detto), è inutile che insisti. e soprattutto è inutile che mi chiedi a quali altre banche è associata: se non ti cambiano l'assegno le filiali di questa banca, a maggior ragione non te lo cambiano altri istituti di credito!
è brutto da dire ma... rinunciaci. punto. a me dispiace, ti darei anche ragione, ma se ancora insisti, rischi di sentirti trattato come il povero pirla quale sei: te l'ho detto ridetto ripetuto e spiegato. basta!
scusate ma sono nervosa. ho bisogno di tempo che non ho per fare traduzioni e per fortuna sono riuscita a subappaltare qualcosina. ma non abbastanza.
non mi veniva in mente un titolo migliore... sto traducendo una serie di foglietti illustrativi soprattutto di integratori alimentari. beh, per fortuna la lingua in cui tradurre è una lingua che io oso definire "puzzle": il tedesco. sì, perché la cosa drammatica dei foglietti illustrativi per un traduttore è la lista degli ingredienti. ora, ho fatto chimica in germania, ma erano 10 anni fa. per lo meno ho mezza infarinatura di chimica ma soprattutto ho fantasia. per cui si prova con la traduzione letterale se possibile, oppure si tedeschizza la parola italiana, oppure si latinizza tedeschizzando un po' la parola, si sbatte su google tedesco e vedi cosa ne esce. solitamente funziona. tranne per due parole. beh, animo e coraggio, io la traduco come viene: se non esiste nulla su google italiano, se non trovo nulla di simile nemmeno su quello tedesco, beh, allora invento io l'espressione. e pace.
io sono più o meno così, solo che ho un fiocco giallo in testa (non è vero, è solo che non lo voglio rosa...).
a trieste fa un caldo atroce, mi taglierei i capelli tipo demi moore nel film "salvate il soldato jane" (o forse ho mescolato i film, insomma intendetemi, fa caldoooooooo). come? eh lo so che la preferite nel film "stripppetiiiiiiis", ma che ci volete fare...
l'altro giorno mi sono quasi commossa. ho quasi avuto l'impressione che la motivazione fosse un po' una scusa però... insomma, che io patisca il caldo, è risaputo. ma che mi si proponesse un giro (non avevo capito con cena) sul pian del grisa (sopra trieste, vicino al santuario mariano di monte grisa), per portarmi al fresco... beh, mi ha commossa.
oppure, ho un caratteraccio e la risposta è "non so che dirti, ti conosco e mi vai bene così". come va? "bene! ho voglia di fresco e di vederti!" nessun invasione, solo tanta delicatezza e rispetto cui sto cercando di abituarmi piano piano. come diceva un mio carissimo amico, che davvero ci tiene a me, non so lasciarmi amare: "lasciati amare, lasciati usar dolcezza".
c'è qualcuno che dice che amare è facile. già, infatti qualche amico suo, ne ha/aveva una paura fottutissima... già, amare è facile, infatti ci sono così tante coppie felici e poche separazioni, divorzi, tradimenti, omicidii... amare secondo me è quasi più facile che farsi amare. che lasciarsi amare.
io sono contro il buonismo. contro pollyanna e il gioco della felicità sempre e comunque: era un romanzo, non è pensabile che una persona cui capitano tutte le disgrazie del mondo sia sempre e comunque felice, mai uno smarrimento. non ci credo. e poi sono dell'idea che ogni tanto un momento di scoramento ci fa bene, ne abbiamo bisogno. siamo esseri umani e non macchine. punto. per cui, pane al pane - vino al vino. senza prenderci ipocritamente in giro.
e così non sopporto quando non si pesano adeguatamente le parole: "ti voglio bene" ha un suo peso. "ti amo" ha un suo peso. "siamo le persone giuste nel momento sbagliato" è la cosa più difficile da accettare per cui se volete un consiglio (io ve lo do lo stesso): evitate di dirlo, a meno che non vogliate far soffrire la persona a cui lo dite. "non importa i rapporti tra me e la persona X, io a te ci tengo e saremo amici ecc ecc ecc": evitate queste false promesse, perché poi se decidete di abbandonare le persone senza reali spiegazioni (ma solo con ipocrite frasette), loro ne soffriranno tanto.
soprattutto evitate di dire certe cose troppo spesso: certe frasi, importanti, non sono punti del mediaworld da raccogliere per vincere chissà cosa.
in special modo, evitate di dire certe cose a me se non le pensate o troppo spesso. potrei non crederci più e lasciarvi amareggiati e sprecare un'amicizia.
leggendo qualche commento ho pensato che forse sia il caso di spiegare come vedo io il mio blog. capisco che sia scioccante vedere che a volte scrivo parolacce e frasi forti, ma lasciatemi sfogare ogni tanto. oltretutto il mio blog non è sempre volgare o spinto, anzi è uno dei più tranquilli in giro (considerando la fascia media dei blog classici, cioè dei blog non religiosi e non porno).
il mio blog è un modo per sfogarmi in ogni senso: dal ridere al piangere, al chiedere un confronto con gli altri. spesso non si capisce a chi mi riferisco ed è giusto che sia così. nel post precedente, e anche in qualche post fa, me la prendo con G, per molti è evidente. in quel caso, si tratta di dare sfogo plateale per evitare di rispondere a lui e rientrare nel solito circolo vizioso che pure i miei conoscono e non approvano. giustamente, dico.
altre volte mi sfogo sul lavoro, altre volte su sensazioni personali. del tipo la difficoltà con decisioni altrui. per quanto contenta si possa essere, cmq resti fin troppo dispiaciuta, senti un vuoto, una mancanza, un dolore, un "sentirsi in gabbia", un senso di impotenza, un abbandono, o chissà cos'altro.
altre volte invece, oltre a tutto questo, ti senti non solo chiusa in gabbia e schiacciata dalle situazioni, ma ti senti pure morire dentro, come se ti stessero strappando qc da dentro.
sono tanti i motivi del mio blog, o anche nessuno. ma a me serve, è uno spazio che mi ha permesso anche di conoscere persone splendide, che mi leggono sempre o non mi leggono mai, che mi commentano ogni tanto o non mi commentano mai, che sento o meno.
è il diario che non sono mai riuscita a portare avanti, per vergogna, pudore, paura, timidezza.
è nato per scherzo e gioco a dicembre 2004, si è evoluto, ma è sempre lui.
di certe cose non parlo, perché sono terribilmente mie o di persone a me care.
ma è tutto mio. è tutto me.
passando all'argomento pam: non è possibile che ogni volta che vado alla pam alla stazione (cioè ogni 2-3-4 mesi) sbaglino lo scontrino ed ogni volta è una lotta per avere i soldi indietro. solitamente me lo fanno, perché io davvero ci passo ogni 2 mesi, e loro vogliono fare un buono a 30 giorni. oppure devo prendere qualcosa che mi scalano. oggi alla fine ho dovuto cedere per questioni di tempo (dovevo scappare a mangiare e al lavoro). partendo dall'idea che se tu sbagli e ti chiedo i soldi, tu me li devi dare. non esiste "non posso". dì piuttosto: manca la persona che se ne occupa, per favore accetta il buono o prendi qualcos'altro e te lo scalo" e al che mi rassegno e ti assecondo. non mi trattare per scema.
parlando con le colleghe, sembra che questi errori (e me l'ha confermato pure il cliente dopo di me, che abita lì vicino) capitano un po' troppo spesso. e quindi scriverò una mail di protesta alla pam. passi una volta, passino due e pure tre. ma che ci si ostini a negarmi la possibilità di riavere i miei soldi quando l'errore non è mio... NO! grazie.
BASTA HAI ROTTO LE OVAIE!
Dicono che questa barchetta (notare l'elicotterino tascabile sulla sinistra), attraccata in pieno centro a Trieste, sia di Abramovich, il noto magnate russo. Dietro, se è la barca che ricordo a Barcola anni fa, dovrebbe avere dietro due acqua-scooter.
Ora lasciatemi andare alle mie elicubrazioni mentali ... la barchetta in questione mi evoca la partenza, il navigare, la ricerca di altri lidi, di altre spiagge, di altri mondi.
E il mio pensiero va a chi parte. A me partire mette malinconia, a volte. I miei viaggi non sono mai definitivi, sono sempre toccate e fuga.
E pensare ad una persona -più o meno vicina- che parte... beh, qualcuno direbbe che bisogna accettare le scelte altrui. Io concordo e rispetto, ma credo di poter esprimere il mio dispiacere. O per rispetto non posso farlo?
Sinceramente mi dispiace quando qualcuno parte. Per alcuni più che per altri, ça va sans dire, ma mi spiace.
Soprattutto se stavi magari rientrando in contatto con una persona dopo tempo, soprattutto se con una persona sei piuttosto in sintonia (o così per lo meno credi), soprattutto se... ti ci sei affezionata.
Sei contenta quando la partenza è desiderata e speri che corrisponda alla felicità.
Prima o poi anch'io farò il mio viaggio. E sarò felice.
Anch'io.