(dove ci si arriva col famoso tram di opicina) e arriva sotto al santuario mariano di monte grisa, orribile costruzione religiosa fatta come voto per la salvezza della città durante la seconda guerra mondiale. dentro è composto di varie sale-chiese, che a me danno l'idea di vuoto. personalmente, a me non piace (anzi credo che non piaccia a molti). però da lassù c'è una bella vista sul golfo.
voce che poi ci perdo la reputazione di rompiballe. anzi di scassamaroni. grazie per la comprensione.
Vi inoltro, carissimi, il video della trasmissione "Scena del crimine" di mercoldì scorso (Teleroma56), in cui hanno trattato in maniera a mio avviso interessante il caso di Carlo. Il prof.Marco Strano, che è intervenuto pure all'evento di Montecatini, è uno dei nostri più grossi criminologi e si avvale di due staff diversi ed importanti per dimostrare ciò che è sotto l'occhio di tutti: l'innocenza di Carlo, l'inattendibilità della sig.ra White e la falsità delle prove addotte.
Una delle cose che più mi ha sconcertata è il sentire che in Italia una denuncia simile non sarebbe andata avanti. Che -da come l'ho capita io- la denuncia sarebbe stata portata nella prima sede adeguata ma poi non avrebbe avuto alcun seguito perché le prove sono false e oltretutto sono inamissibili come lo sarebbero -in teoria secondo la stessa legge statunitense- pure negli Usa. Solo che invece che nella contea di New York, il tutto si svolge nella piccola contea di Ventura, in California.
Insomma, nella nostra maldestra Italia la cosa sarebbe stata chiusa subito o comunque senza sottoporre Carlo a tutte le violenze subite. Mentre una donna inattendibile psicologicamente (con sentenza di tribunale, in base a quanto dichiarato da un'esperta importante statunitense) sta vivendo alle spese della sua nazione: accusare di violenze sessuali un uomo (possibilmente straniero) sembra andar di moda e risolvere molti problemi. (d'altronde lei ha la denuncia facile) Ed io come donna disconosco tutto questo.
La trasmissione dura circa un'ora e un quarto (la pubblicità è stata tolta), all'inizio c'è la telefonata di Carlo. Beh, qui sono i fatti e i misfatti che parlano con la voce di alcuni grossi nomi tra avvocati e chirurghi ecc.. Non io-amica a cercare di convincere.
Ecco il LINK.
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Il peggior crimine è conoscere la verità e non far nulla.
(Carlo Parlanti - www.carloparlanti.it)
e oggi mi tocca lavorare. solitamente il sabato pomeriggio non chiama nessuno e fino alle 19 spero che sia così. il servizio è quello di paris, la spia d'oltralpe, la collegamica che chiamo via messenger o cellulare se non so cosa rispondere, hehehe. è il servizio in lingua, quello per uno stilista.
che dire? ah, sì!! l'estathe. è colpa dei miei genitori, c'è poco da fare. nella mia infanzia salutare è mancato l'estathe (una volta bevevo solo il the alla pesca, ora mi viene il voltastomaco e prendo solo quello al limone o altri tipi), questo the assolutamente chimico, dal gusto falso ma gradevole e tuttosommato anche dissetante. solo che ho l'impressione che crei dipendenza, perché dopo secoli ho deciso di provarlo ed ora non posso farne a meno: se non compro l'acqua, prendo solo cocacola (quella originale, che a me quelle altre cose in stile cola fanno schifo) se non c'è il the. e se dev'essere the... che sia estathe. mi sono rovinata. dicevo, è colpa dei miei genitori che -saggiamente- me ne hanno sempre tenuta lontana.
battute a parte, l'altroieri sera sono andata a vedere il film sex and the city con collegamica. devo dire che lo pensavo più acido, invece era carino. non malaccio. non avendo visto il telefilm non so giudicare, però era carino dai. ieri sera invece con collegamica2 sono andata all'immancabile kebab: il solito, non serve nemmeno aprire il menüüü (come direbbe la parrucca). e poi a vedere il divo, il film su giulio andreotti. credo che abbia ragione betta quando dice che solo su andreotti si può fare un film simile: chiunque altro avrebbe querelato regista&co.
certo che tra andreotti e berlusconi (il divo e il caimano) abbiamo di che riflettere e preoccuparci... ne facciamo film, ma poi? resta tutto tale e quale. sono personaggi che nonostante tutte le accuse, restano impuniti. voglio dire: di mille cose di cui vengono accusati, ci sarà pure un barlume di verità, o no? ora, se io povero disgraziato disoccupato rubo un giocattolo per i miei figli (ndr, come da locandina de il piccolo, quotidiano locale), sicuramente mi becco qualche periodo da passare "al fresco". mentre loro?
è sempre il solito discorso "la giustizia è uguale per tutti, solo che per alcuni è un po' più uguale che per altri".
poi penso alla storia di Carlo e di altri uomini: noi donne abbiamo un potere mica da ridere. se accusiamo un uomo di violenze, negli usa è facile che vinciamo anche se non è vero. e così roviniamo gli uomini e le loro famiglie. negli states sembra che accusare un uomo di violenze sessuali stia diventando una professione. d'altronde, se sei vittima di un crimine, ti becchi la pensione dallo stato e sei tutelatissima. a questa gente toglierei l'appellativo di donna. e pensare che ci sono donne che non riescono o possono ottenere giustizia per reali violenze! che nervi!!
mi chiedo come fa la sig.ra rebecca mckay white a dormire e a vivere serena, con che coscienza!!
credo che a costo di chiedere un prestito, voglio assistere alla sentenza di innocenza di Carlo e a quella di colpevolezza di tutti coloro che hanno distrutto la vita di Carlo e dei suoi cari. e voglio guardare in faccia quella signora.
(tra l'altro, oggi c'era il sole, sono in infradito e senza ombrello. chiaramente piove. spero che per le sette smetta quel tanto che io possa tornare a casa)
(la canzone di oggi è questa QUI)Ho ricevuto da Hettori questa catena:
Regolamento: si tratta semplicemente di indicare un personaggio letterario e uno cinematografico in cui ci siamo riconosciuti o che comunque ha contribuito alla nostra formazione personale e che ci ha attratto per qualche motivo"
Svolgimento: ehm... da cosa o chi comincio? Beh, facciamo che ci penso ancora un po', intanto chi vuole farlo lo faccia. Avrei una lista di nomi da fare, del tipo Candyssima, Erika75, Nenufar, Nietta13, Notforever,
resoconto di ieri? è lunghissimo o forse meglio: intensissima. cmq la foto è del gambrinus, locale chic dove abbiamo fatto la prima parte dell'evento.
Mi ero portata in treno il portatile per potermi guardare il film Momo sull'Eurostar tra Venezia e Firenze, ma non ho fatto il conto con la categoria “passeggeri”: appena arrivata al mio posto sono stata investita di parole da un gruppo di signore/i californiani di San Diego... morale della favola, gli 8 posti (4+4) dove stavo seduta io sono diventati una fonte di intrattenimento simpatico dove si parlava metà americano e metà spagnolo, dove una delle signore ha provato a far scambiare il numero di cellulari ad altri due ragazzi italiani, dove ci hanno fatto foto ricordo che ci manderanno via mail, dove ho raccontato della storia di Carlo. Alla mia sinistra c'era il loro prete. Vecchio ma simpatico, anche se faticavo un po' a capirlo perché parlava un po' strascicato. Insomma, hanno tenuto banco tutto il tempo e hanno cercato di capire l'età di noi 4 italiani. La mia -com'era prevedibile- l'hanno sbagliata. Unica nota diversiva: non credevano che avessi 28 anni ma 18. Ora, capisco tutto, so che me ne danno sempre 4 di meno, ma addirittura dieci... Tra vent'anni mi trasferirò da loro. Anzi no. Ho detto –con la mitica Valentina– che andremo negli Usa a vedere quella CENSURA di donna condannata al posto di Carlo. E quel giorno -brutto da dire ma è la verità- gioiremo.
Sono partita da Trieste che mi si annunciava pioggia in Toscana. In questo momento -mentre scrivo, non pubblico- sono partita da poco da Firenze ma non piove ma l'asfalto è bagnato. Spero che a Pescia, dalla nonna, non piova. Male che vada, c'è papà in auto hehehe. Domani sarà una giornata interessante, speriamo serva davvero.
Oggi, andando via dal call-center ho scoperto che una mia “collega” qualche anno fa ha fatto un esame di criminologia (alla facoltà di psicologia di Trieste) parlando anche di Carlo! Sono rimasta esterrefatta. Ne ho parlato con Vale, vediamo se riesco a scoprire di più la settimana prossima e vediamo poi come muoverci: interessante come cosa, no?
Infatti quando l'ho scritto a Vale la sua risposta è stata un telefonico “MA D DAI?”
Al lavoro il solito, nessuna novità per ora. Anche se... vabbé, ne riparleremo più avanti. Perché temo che ci sarà qualche novità.
Il tipo, L è la sua iniziale, ieri l'ho visto di sfuggita perché sono andata dove lavora a prendere alcune cose e poi a lasciargli il dvd. E mi ha lasciato un omaggino, un porta-cellulare. Che in realtà io già avevo di un altro colore, ma è stato carino da parte sua. L'imbarazzo c'era ma sono rimasta un po' delusa perché non ha capito che ci sono rimasta male l'altra volta. Mi sa che gli manderò un sms e glielo dirò tout-court.
Per il compleanno (giusto per continuare a passare di pali in frasche) ho ricevuto da Diego e Christina Amrita di Banana Yoshimoto. Lo sto leggendo e devo dire che ci sono spunti interessanti. Non è una storia molto veloce, il libro scorre abbastanza e mi spiace di non conoscere il giapponese per leggerlo in originale perché per quanto buona possa essere quella traduzione (forse la migliore possibile), ci sono cose che mi disturbano un po'. Pignoleria per deformazione professionale...
Che altro? Avrei mille cose in testa, da dire e da tacere. Per esempio -dando soddisfazione a certe persone- che sono amareggiata per il comportamento di chi ha sprecato parole con me e non vi ha dato il giusto peso. Io non dico spesso ti voglio bene ma cerco di dimostrarlo. Non dico sei un'amica preziosa e non ci perderemo, dovesse anche andar male con la tal persona, io a te sono affezionata ecc ecc ecc. Non faccio promesse, ma le mantengo lo stesso. Magari sparisco ogni tanto con qualcuno, ma ci sono. Non ignoro le persone a cui dico certe cose. E non le tratto con sufficienza. Sono stata redarguita per il mio rapporto con la virtualità. Beh, cari miei, a me la virtualità non dà fastidio se posso realizzarla. Se posso concretizzarla. Mi stufo delle persone che non posso conoscere realmente o con cui non si instaura un “rapporto” pseudo-quotidiano come col blog ecc (insomma, potervi associare una foto, una voce, una stretta di mano, qualcosa che lo faccia uscire dalla virtualità in qualche modo). Ma non nego l'interazione con la virtualità. E soprattutto non mento su questo. Ho conosciuto molte persone tramite il web e con alcune è nata una vera amicizia anche a distanza, anche senza essersi mai abbracciate dal vivo. E se qualcuno mi contatta, non rispondo solo per “cortesia”. Forse virtualmente si è protetti e si può essere un po' più se stessi senza paura di essere feriti dall'altra persona. Anche se in realtà c'è il modo per ferire gli altri anche solo virtualmente. Di persona sono più timida, talvolta sembro più aggressiva e più fredda, ma si capisce che spesso è una copertura. Una difesa. Ma anche parte del carattere, non lo voglio certo negare.
Mi ha molto amareggiata il comportamento di una persona che ha ferito qualcuno a me caro. Adducendo quelle che per me sono forse verità ma che sono smentite da altri atteggiamenti che in qualche modo negano il detto. Preferisco verità nude e crude a belle parole simil false. Soprattutto non amo esser fatta passare per scema da chi si mostra super ma che in fondo sta facendo la stessa cosa che recrimina ad altri.
Insomma, un po' di coerenza e correttezza. Soprattutto se si tratta di ferire più persone ed amareggiarne altre.
E basta raccontar favole, che quelle di solito hanno una bella fine, e questa è patetica.
Le promesse hanno un valore sacro per me. Non amo che me le si facciano quando so che non verranno mantenute. E poi la gente si offende se chiedo di non farmi promesse. Basta vedere anche G: siamo al 30 maggio e lui diceva entro giugno. Posso anche concepire che ciò significhi entro la fine di giugno, ma intanto, dopo settimane in cui l'ho bloccato su msn, l'ho sbloccato, lui non s'è minimamente chiesto dove fossi finita e come stessi. Va benissimo, insomma, ciò conferma quello che ormai sappiamo tutti: si rifà vivo quando scade il tempo della mia presunta “dipendenza” da lui e quando inizia il momento di totale distacco da lui. Giusto per scongiurarlo, lui si fa vivo puntuale come un orologio svizzero pensando di rifarsi l'ego grazie a me. Col cavolo!
Poi... un'altra cosa che voglio dire: su uno dei siti di poesie qualcuno non scrive più, qualcun altro continua a cambiare nick (tuttavia lo si riconosce facilmente), ne è arrivato un altro (ma secondo me potrebbe essere il primo) che per stile può sembrare il mio (non certo per scelte lessicali anche se per struttura a volte forse sì, solo che io faccio in genere versi e poesie più brevi) ma che non lo è. Il nick secondo me è toscaneggiante e questo avallerebbe la mia teoria sulla paternità del nick, lo stile è conosciuto, questa sensazione che altri hanno che sia io è un macigno sul fatto che questa persona mi conosca abbastanza bene. Ora: fai pure il gioco che vuoi, ma lasciami fuori dalla tua guerra. Sono uscita dal sito per sottrarmi a te, ai tuoi giochetti, alla tua falsità ed ipocrisia, alla tua guerra con altri, al tuo farmi fare da altri (vigliaccamente) guerra, al tuo istigarmi che tanto lo so che ritorni. Lasciami in pace. Tanto non ci credo che non scrivi più. E resto dell'idea che due stili che si avvicinano troppo in più occasioni non siano poi una coincidenza. E mi fa ridere questo soprattutto per la pateticità, per il falsamente etereo, per la banalità e ripetitività di certe cose.
Hai preso in giro chi ti pareva, hai giocato e ti sei nutrito della mia sensibilità e delle mie emozioni, ora lasciami in pace che tanto non ci casco più e da me riceverai solo veleno, fintanto che non avrai il coraggio di dirmi tu stesso ciò che io in parte già so. E presuntuosamente lo dico.
Crogiolati con i sudditi che ti sei creato, tienteli stretti perché presto si accorgeranno -come hanno fatto tanti altri- di chi pretendi essere ma non sei. Dichiarati ferito perché la gente s-parla di te, ma sei tu che hai dato loro occasioni, argomenti, motivi di farlo: la gente vuole capire, la gente vuole trovare un motivo per cui scusarti o capirti. Ed è stufa di rovesciar addosso compassione per chi forse davvero la merita.
Continua pure a provocare, ti darò soddisfazione se lo vuoi.
Ora basta con lo sfogo.
ecco, io direi
che questo post lo dedico a quella che viene chiamata scherzosamente da altre persone:
spia d'oltralpe.
non lascio riferimenti personali, se la mia cara spia d'oltralpe legge, spero sia contenta. io sono dispiaciuta se dà seguito alle sue intenzioni perché mi spiacerebbe un sacco. ma non solo a me.
io capisco e condivido ed appoggio, per cui ora che hai il coltello dalla parte del manico, punta i piedi, fa vedere chi è e cosa vale certa gente.
Intanto io dopo lavoro parto per la toscana così domani vado all'evento per carlo parlanti a montecatini, come potete vedere dal volantino qui sotto. chi è in zona, venga!!
intanto, buon week-end a tutti!
... rieccomi.
* che sono amareggiata e delusa da una persona. odio le promesse, quando me le fanno perché tanto so che non vengono mantenute. io non ne faccio ma cerco di dare un seguito.fatemi scendere. non ne posso più. oggi in callcenter il delirio, tra telefonate a raffica, richieste le più disparate una dietro l'altra, trovo messaggi privati di gente del sito di poesie a dir poco pazzeschi, sto per fondere. cioè no, non fatemi i disegnini ma mettetemi i sottotitoli coi suggerimenti.
non fatemi domande prima delle 14.30, non sono in grado di rispondere: ho bisogno di ossigeno, cibo, sole, pausaaaaa!
poi, la situazione di carlo parlanti non migliora, anzi. ah, saluto chi mi visita dall'america: alzatevi dalla sedia ed iniziate a far qualcosa per aiutarlo, santa paletta!
poi stavo riflettendo: che cosa si aspettano da me gli uomini. io non capisco. attraggo gli uomini -mettiamola così- seriamente impegnati. ora, non essendo una da una botta e via, dovrebbe esser chiaro il concetto. eppure così non sembra. oppure trovo gli stronzi e permetto loro fin troppo. non riesco mica a schermarmi! con g poi la cosa è semplice. o sparisco e lui torna a cercarmi quando reputa che sia passato il tempo giusto perché io mi distacchi (vorrà mica che succeda) o provoco discussioni su quelle che per me sono sue provocazioni falsamente ingenue. il tutto, per far sì che si allontani lui. ma uomini normali esistono ancora??
poi al lavoro: continue tensioni. e per la luce, e per la temperatura, e per le postazioni, e per i computer, per questo e quell'altro. BASTA! la questione è che la gente deve imparare a lavorare e bene. magari supportata adeguatamente.
ora la finisco perché vado in pausa pranzo prima di urlare o piangere. oggi gira così. fatemi scendere.