ho trovato su flickr.com questa foto del passo lavazè (l'autore è arancino): bellissima.
beh, domenica tornando verso trieste in realtà siamo andati prima sul lavazè a fare una breve passeggiata e poi ci siamo diretti verso predazzo, due passi ai mercatini, poi il passo san pellegrino, e via verso una colonna inspiegabile nella bassa agordina (processione religiosa che ha bloccato tutto il traffico per km e per credo tra la mezz'ora e l'ora in cui tiravo su il piede dalla frizione per avanzare qualche cm e poi giù sulla frizione e sul freno).
ah, sì, dovevo specificare: il malefico mi ha fatta guidare. se è sopravvissuto lui con la sua auto... d'altronde, ho fatto la patente il giorno prima di trasferirmi a trieste ormai quasi due lustri fa, e da allora le occasioni di guida sono state poche: non me la cavo poi male. ecco.
cmq, dicevo... sabato mattina il malefico è passato a prendermi a casa e siamo partiti tranquilli, senza sua cugina che voleva aggregarsi e farsi portare in valsugana da un'amica (che non è propriamente di strada, però vabbè una piccola deviazione si può anche fare). viaggio cantando alla musica della nuova autoradio che i suoi colleghi gli hanno regalato per il compleanno, pranzo a casa con mamma, anja e i due gatti. di cui il micio non m'ha considerata molto ma L sì! tsè. micio ingrato!
poi, visita ai nonni e alla zia nilla, la zia più bella che ci sia!
due passi in paese e al parco sono bastati a farmi scoprire una piccola zecca sulla coscia, la bastarda! e per fortuna c'era il malefico, mio eroe!! mai in vita mia una! e la sera, siamo andati al masi western show o come si chiama il cavalese western (non ho capito). bellissimo vedere i balli di gruppo, tutti con jeans wrangler, stivali da cowboy e cappello. splendidi.
domenica: pranzo coi nonni, mamma, anja, ad una sorta di baracchino carino tra cavalese e tesero, dove abbiamo mangiato in simpatia.
ecco, questo è più o meno il resoconto "freddo" del week-end, il lato "caldo" ... cercherò di lasciarlo andare, anche se non riesco più un po' per pudore, un po' per imbarazzo.
è stato un "caso" che il malefico mi avesse detto settimane fa: facciamo un giro in trentino. ed io zitta. e una settimana e più fa: perché non venite in trentino? ed io: ne parliamo.
e alla fine, è stato bello. la mamma bene non sta, però sembrava più tranquilla e forse forse pure serena, mia sorella più tranquilla e loquace, i miei nonni... poveri, ormai sono 88 anni per il nonno e 84 per la nonna. che ci vede poco e sente anche di meno, che con la testa a volte non c'è, che sono cmq belli. (anche se stressanti per la mamma, ma almeno un po' d'aiuto ce l'ha da olga, la superbadante. e con super intendo proprio super)
mi sento sempre trattata come una principessa dal malefico, come un gioiello. poi... che mi piace sentire il suo abbraccio, che mi piace che ha sempre qualche pensiero carino e spontaneo, che piano piano riesco a dire le cose senza problemi, che accetta e rispetta i miei tempi ma che sa anche dirmi con garbo che magari gli farebbe piacere una cosa o l'altra, che ha fiducia in me (diciamo pure che non è spassionato a guidar l'auto ma che a me il suo stile piace un sacco) e che mi fa sentire bene. ok, sembra un elenco freddo di cose, ma in realtà non è così. come dico sempre "ho una pessima reputazione da difendere" e quindi lasciarmi andare non è facile ed immediato, anche se piano piano viene più spontaneo.
e son contenta. e tranquilla. e tutto sembra più semplice.
anche il guidare l'auto che lui ti lascia per andare a far la spesa con le amiche che ridono per il tuo rapporto col cambio dell'auto che sta in avanti... con betta che dice che tutte le auto l'hanno davanti e con la sottoscritta che non ha mai guidato auto col cambio davanti, prima di questa!
passando ad altro: arrivo in callcenter puntualissima (solitamente qualche minuto prima per aprirmi pc, procedure ecc con calma), il supervisore mi prende al volo a braccetto per farci sposare dal capo callcenter... battute a parte: non è che potresti... insomma, il 15 e il 16 agosto la fessa di turno lavora. meglio così: se tutti stanno al mare, io me ne sto tranquilla da un'altra parte a non fare un piffero (e pagata qualcosina in più). il fatto è che si sarebbe potuto fare qualcosa col malefico e con gli amici. ma così posso recuperare un giorno di ferie... d'altronde, non c'erano altre soluzioni. o richiamare dalle ferie una collega in specifico -e non sarebbe propriamente carino- o precettare collegamica -e non sarebbe stato cmq corretto visti i presunti patti precedenti. insomma, ci sarà di che parlare.
per intanto vi saluto, qui i ragazzi dell'outbound stanno impazzendo dietro a dei sondaggi politici (per dire: come fai a trovare un ragazzo non diplomato, di età inferiore ai 34 anni, che non lavori e non ricordo che altro?!) mentre ad ondate arrivano tante chiamate insieme di banca pandi sempre dello stesso tenore di questo post... ed io ogni volta mi chiedo se davvero parlo arabo con aria piùchesemidisperata.
[ah, avevo dimenticato di ringraziare nietta13 per l'aiuto che mi dà quando ho dubbi su alcune cose in tedesco! cafona che sono!!]
le cose quotidiane sono così semplici. eppure così belle. e pure così emozionanti.
andare al mediaworld a comprare la stampante nuova, dei cd ed una penna usb. da intimissimi per il completo color carne da mettere col vestitino che... sì l'avevi notato... la cassa d'acqua alla coop. le nuove tessere della pam ed una èperte davvero...
vieni con me alla festa? se mi fa piacere... ma come, siamo sempre a manina... eh ma...
le cose fatte insieme sono spesso così semplici e splendide.
con collegamica1e2 che ti sfottono perché sei più zuccherosa e (forse) meno acida del solito.
passando di pali in frasche: oggi ho chiamato un negozio di erratic moda in germania per fare una procedura di riallineamento delle connessioni, solo che avevano problemi per cui ho richiamato le due signore dopo del tempo. per fortuna m'è venuta in mente una cosa che mi è stata detta ieri da uno dei tecnici sui provider usati dai negozi erratic moda in germania, così ho giustificato le difficoltà della connessione. nel frattempo la signora tutta contenta diceva che ero paziente io (ed io che è paziente lei, senza specificare che io sono ancora una novellina sul servizio). nel frattempo mi sentivo contenta di poter parlare tedesco quasi fluidamente come una volta. alla fine saluto la signora e la ragazza che sentivo lì vicina augurando buona serata e mentre chiudevo sentivo una frase che suonava più o meno così: ma che dolce che è...
sono contenta. sono queste piccole cose che fanno bene al cuore. e ti fanno dimenticare la telefonata dal negozio di londra dove la tipa non parla inglese (addirittura collegamica1 ha difficoltà a capire tutto, però lei l'inglese lo sa decisamente meglio di me anzi direi decisamente bene) ma credo cockney o come si chiama... cavoli, distinguo le parole di tanti stranieri parlanti inglesi e di lei non capivo nulla. è arrivata a dirmi che chiamava da londra che sta in inghilterra. le ho detto che so che londra sta lì... ma vabbè. tanto poi non potevamo aiutarla, richiamerà domattina e se la ciuccerà la parrucca. tiè.
ora chiudo che ho finito e passa L a prendermi. evviva!
è incredibile quante cose si possano fare con le mani. si può parlare (e mi rendo conto che alcuni dei segni della lingua dei segni italiana, che ho imparato anni fa, li uso senza accorgermene), si può picchiare, si può accarezzare, si può stizzire, infastidire, dar piacere, dar sollievo, mettere in crisi o far dormire.
io sono più o meno così, solo che ho un fiocco giallo in testa (non è vero, è solo che non lo voglio rosa...).
a trieste fa un caldo atroce, mi taglierei i capelli tipo demi moore nel film "salvate il soldato jane" (o forse ho mescolato i film, insomma intendetemi, fa caldoooooooo). come? eh lo so che la preferite nel film "stripppetiiiiiiis", ma che ci volete fare...
l'altro giorno mi sono quasi commossa. ho quasi avuto l'impressione che la motivazione fosse un po' una scusa però... insomma, che io patisca il caldo, è risaputo. ma che mi si proponesse un giro (non avevo capito con cena) sul pian del grisa (sopra trieste, vicino al santuario mariano di monte grisa), per portarmi al fresco... beh, mi ha commossa.
oppure, ho un caratteraccio e la risposta è "non so che dirti, ti conosco e mi vai bene così". come va? "bene! ho voglia di fresco e di vederti!" nessun invasione, solo tanta delicatezza e rispetto cui sto cercando di abituarmi piano piano. come diceva un mio carissimo amico, che davvero ci tiene a me, non so lasciarmi amare: "lasciati amare, lasciati usar dolcezza".
c'è qualcuno che dice che amare è facile. già, infatti qualche amico suo, ne ha/aveva una paura fottutissima... già, amare è facile, infatti ci sono così tante coppie felici e poche separazioni, divorzi, tradimenti, omicidii... amare secondo me è quasi più facile che farsi amare. che lasciarsi amare.
io sono contro il buonismo. contro pollyanna e il gioco della felicità sempre e comunque: era un romanzo, non è pensabile che una persona cui capitano tutte le disgrazie del mondo sia sempre e comunque felice, mai uno smarrimento. non ci credo. e poi sono dell'idea che ogni tanto un momento di scoramento ci fa bene, ne abbiamo bisogno. siamo esseri umani e non macchine. punto. per cui, pane al pane - vino al vino. senza prenderci ipocritamente in giro.
e così non sopporto quando non si pesano adeguatamente le parole: "ti voglio bene" ha un suo peso. "ti amo" ha un suo peso. "siamo le persone giuste nel momento sbagliato" è la cosa più difficile da accettare per cui se volete un consiglio (io ve lo do lo stesso): evitate di dirlo, a meno che non vogliate far soffrire la persona a cui lo dite. "non importa i rapporti tra me e la persona X, io a te ci tengo e saremo amici ecc ecc ecc": evitate queste false promesse, perché poi se decidete di abbandonare le persone senza reali spiegazioni (ma solo con ipocrite frasette), loro ne soffriranno tanto.
soprattutto evitate di dire certe cose troppo spesso: certe frasi, importanti, non sono punti del mediaworld da raccogliere per vincere chissà cosa.
in special modo, evitate di dire certe cose a me se non le pensate o troppo spesso. potrei non crederci più e lasciarvi amareggiati e sprecare un'amicizia.
ecco, questo è ciò che ho fatto stamani: un gran taglio.
...chiarire alcune cose. giorni fa mi è arrivato un messaggio privato da una persona che come me scrive poesie, ne legge e si pone quesiti. questa persona ne ha letta una mia, ve la posto qui di seguito.VupPì: Vipera Portentosa (11/05/08)
(visto che c'è chi mi definisce saccente, eccovi la primavera del botticelli, se non ricordo male)